29 Nov - 2 Dic MILANO
BEA  – Best Event Awards
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JANE REEVE
Giuria

JANE REEVE, FERRARI

Chief Communication Officer

BIOGRAFIA

Jane Reeve è Chief Communication Officer di Ferrari dal maggio 2019.
Nella sua carriera ha ricoperto una serie di posizioni dirigenziali e ha fatto parte dei Board di gruppi internazionali della comunicazione fra i quali TBWA, Wunderman, Interbrand, RMG Connect, di cui è divenuta CEO nel 2003, e J. Walter Thomson Italy, che ha guidato come Presidente e CEO per 10 anni dal 2009.
Nel gennaio del 2014 è stata il primo CEO della Camera Nazionale della Moda Italiana. Reeve ha ricoperto diversi ruoli istituzionali nell’industria italiana, come rappresentante italiana dell’European Federation of Sales Promotion, come membro giurato del Cannes Direct e come rappresentante di AssoComunicazione all’European Advertising Council Association.
Reeve ha conseguito una laurea in lingua e letteratura inglese presso la Oxford University.

Intervista da e20express.it del 15 luglio 2020

Con quale spirito e approccio intende svolgere l’incarico di presidente di giuria del Bea? Cosa rappresenta per lei questo ruolo?
Con un’esperienza professionale internazionale sia lato agenzia sia lato cliente, la mia speranza è quella di fornire un punto di vista equilibrato a tutti i partecipanti con l’obiettivo di premiare l’ingegnosità, la creatività e i risultati nel contesto di uno scenario particolarmente difficile per la event industry. Il rispetto reciproco e l’amicizia che caratterizzano il mio rapporto con Salvatore Sagone mi rendono particolarmente felice di avere ricevuto questo incarico, permettendomi di dare un piccolo contributo al suo continuo impegno a sostegno del settore degli eventi.

Qual è, secondo lei, il ruolo svolto dal Bea in questi anni per lo sviluppo della cultura degli eventi in Italia come piattaforma di business che mette in contatto domanda e offerta nel settore della live communication?
Il Bea riveste un ruolo chiave, se non addirittura esclusivo, per sviluppare e supportare la piattaforma di business degli eventi in Italia. All’inizio ha anticipato la tendenza attraverso cui gli eventi sono diventati un elemento sempre più importante del mix di comunicazione, accelerata ulteriormente dalle sinergie digitali. La live communication è fortunata ad avere un sostenitore così appassionato.

Cosa si aspetta di vedere nell’edizione dell’anno colpito dalla pandemia, che ha lasciato un profondo segno nella event industry?
Un numero minore di eventi e a budget ridotto, a causa del Covid-19, ma di contro mi aspetto una crescita in termini di soluzioni creative e di modalità innovative di coinvolgimento del target.

Quali i trend secondo lei dominanti in un momento storico in cui il digitale ha assunto un ruolo prioritario negli eventi?
Una maggiore continuità tra fisico e digitale, nonché un’estensione e un’amplificazione prima e dopo l’evento stesso, grazie alle opportunità offerte dalle piattaforme digitali.

Una virata digitale che lascerà il segno anche nell’era post-covid secondo lei?
Credo di sì. E questo è qualcosa di assolutamente positivo.

Il mondo degli eventi live andrà ripensato?
Molte aziende devono ripensare i loro modelli esistenti e sarà così anche per gli eventi. Come promotori di esperienze condivise, l’industria degli eventi ha un ruolo importante da svolgere come antidoto all’introspezione e all’isolamento, che sono tra le conseguenze più dirette della pandemia.