29 Nov - 2 Dic MILANO
BEA  – Best Event Awards
BEA  – Best Event Awards
GIANMARIA RESTELLI
Giuria

PRESIDENTE DI GIURIA – GIANMARIA RESTELLI, UNIPOL GRUPPO

Responsabile Comunicazione Esterna e Corporate Image

BIOGRAFIA

52 anni, sposato e tre figli, laurea in Scienze Politiche presso l’Università Cattolica di Milano e Master in Business Administration con LUISS, lavora da 25 anni nella comunicazione aziendale. Attualmente, all’interno della Direzione Corporate Communication e Media Relation, è Responsabile Comunicazione Esterna e Corporate Image per il Gruppo Unipol e UnipolSai Assicurazioni, con lo sviluppo strategico e la gestione complessiva delle attività di comunicazione corporate relative agli ambiti Brand Identity e Advertising, Eventi, Sponsorship e Digital Image.

Gianmaria in pochi tweet:

Gli ultimi due anni sono stati molto difficili per il mondo degli eventi. La industry ha reinventato – e ancora continua a farlo – format e modalità di engagement per continuare a parlare ai propri target. Un progetto vincente nel nuovo contesto post pandemia deve…: “riuscire ad avere ancora più forza, intensità, capacità comunicativa ed emozionale, e soprattutto riuscire ad offrire all’audience in modo efficace più livelli esperienziali e di interazione.”

I giurati valutano i progetti prima online, sulla base di un video e di una scheda informativa e in un secondo momento valutano nuovamente i progetti in shortlist anche grazie a una presentazione di 2 minuti da parte della struttura iscrivente. Il mio consiglio ai candidati, per un’efficace presentazione del progetto è….: “gestire la presentazione del progetto cercando di mixare in modo incisivo parte emozionale e parte tecnico-descrittiva sia nel video che nello speech live, puntando a evidenziare i tratti distintivi dell’evento e della sua ideazione e realizzazione. Un punto interessante che dovrebbe essere maggiormente sottolineato nella presentazione è il tempo avuto a disposizione per la realizzazione dell’evento dall’approvazione da parte del cliente.”

‘Welcome to the new stage’ è il claim dell’edizione 2021 del Bea. Frase che intende invitare all’ottimismo, essere un segnale di ripartenza per continuare a lavorare con positività e, allo stesso tempo, dire quanto agli addetti ai lavori manchi la realtà del palco fisico. Come pure, ‘Welcome to the new Stage’, significa che, proprio grazie alla pandemia, siamo entrati su un altro livello di ‘gioco’. ‘Welcome to the new stage’ per te significa…: “che siamo dentro un percorso di cambiamento ed evoluzione generale della live communication che sfida agenzie e clienti ad uno “new stage” in grado di integrare “more stages”: connessioni di valore, intrattenimento, contenuti ed engagement, dentro un’interpretazione innovativa delle esigenze di chi vuole realizzare l’evento e dell’audience.”

Intervista da e20express.it del 29 luglio 2021

Relativamente al Bea, come piattaforma di business che mette in contatto domanda e offerta nel settore della live communication, pensa rivesta un ruolo importante per lo sviluppo della cultura degli eventi in Italia? 

Il BEA negli anni ha rappresentato, in modo sempre più autorevole e consistente, il momento di sintesi organica e di visibilità esclusiva del mondo degli eventi in Italia, mostrando a livello pubblico tutto l’ingegno e le capacità professionali di questa industry. E in questo modo è diventato una piattaforma privilegiata e concreta in grado di supportare costantemente il matching di mercato e il business della live communication, generando tendenza e contribuendo a costruire in modo sempre più ampio la cultura degli eventi.

Il format è cambiato molto dalla nascita, 18 anni fa, adeguandosi alle trasformazioni in atto nello scenario della event industry. Su cosa pensa debba mantenere il focus oggi per assolvere pienamente alla funzione per cui è stato istituito?

18 anni di BEA sono davvero uno specchio importante della live communication e di come questo mondo si è evoluto. E giustamente il format ha seguito questa evoluzione, ampliando categorie, riconoscimenti, metodologia di valutazione, sinergie. Su cosa mantenere il focus? All’interno di uno scenario veramente in evoluzione ritengo sia fondamentale saper cogliere, valutare, premiare e valorizzare al massimo la qualità, la creatività, l’ingegno, la capacità strategica ed esecutiva dei protagonisti primari di questa industry: le agenzie e i professionisti che le danno vita ogni giorno. Continuando insieme a generare una vera cultura degli eventi.

Cosa si aspetta di vedere nell’edizione di quest’anno, che risente ancora degli effetti negativi causati dalla pandemia nel 2020?

Sappiamo bene, purtroppo, che nel 2020 e anche nei mesi successivi il mondo della live communication, a causa della pandemia, ha subito un colpo molto duro, con una riduzione del numero di eventi davvero consistente che potrebbe quindi riverberarsi in questa edizione del BEA. Sono però convinto che ci saranno molti eventi digital, come già era stato per il BEA 2020, ma con elementi importanti di innovazione nelle modalità di engagement”.

Quali i trend secondo lei dominanti in un momento storico in cui il digitale ha assunto un ruolo particolarmente rilevante negli eventi?

Tra i trend più marcati della event industry in questo specifico e particolarissimo momento vedo sia un impegno sempre più rilevante nel cercare di realizzare eventi fully digital capaci di mantenere viva l’attenzione e l’engagement del target, con l’adozione di piattaforme e tecnologie sempre più evolute e customizzate, sia lo sviluppo di veri eventi ibridi con una forte personalizzazione dell’esperienza.

Una virata digitale che lascerà il segno anche nell’era post-covid secondo lei?

Si, direi che chi vive questa industry quotidianamente sa che è così. Un segno che se sarà vissuto e coltivato al meglio potrà generare nel tempo possibilità più ampie, crescita e valore. Mi trovo in linea con un’analisi emersa negli ultimi tempi che sottolinea come per la live communication sia in atto il passaggio dalla triade “contenuti-networking-intrattenimento” a quella definita da “connessioni di valore-intrattenimento-contenuti”.

Il mondo degli eventi live andrà ripensato o torneremo presto alla ‘normalità’ pre pandemia senza grandi differenze?

Lo scenario e l’evoluzione che con la pandemia tutti, a livello personale e professionale, stiamo vivendo ha già portato molte aziende e molti player di diversi settori a ripensare modelli di business, di distribuzione, a rivedere la relazione con i propri clienti e utenti. Così è anche per il mondo degli eventi e l’evoluzione è in atto. Un’evoluzione che però non può significare solo una direzione digital perché certamente per alcune tipologie di eventi la condivisione, la partecipazione e la presenza fisica non potranno mai essere sostituite. E infatti una delle sfide attualmente più interessanti a mio parere è cominciare a muoversi verso progetti che sappiano integrare realmente “microesperienze” fisiche e sicure alla parte digital, come banco di prova per eventi ibridi di grande efficacia.

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